Perché ci sono tante fotografia di gatti e gattini sul web? Perché non si riesce a resistere dal pubblicare l’immagine del proprio gatto che dorme, che mangia, che corre dietro ad una palla? Questo è un mistero dei nostri anni e ci sarebbe da farci una tesi antropologica sopra. Io azzardo un’ipotesi breve.
Gli animali, gli animali domestici che ci sono i più vicini, parlano il linguaggio della nostra pancia, senza filtri, senza limiti dicono qualcosa di noi. Qualcosa di profondo che non riusciamo più a dire a parole, ingessati nelle nostre maschere di esseri adulti e civilizzati. Gli animali hanno un canale aperto che parla direttamente al nostro essere primordiale. Per questo ci COMMUOVONO tanto, toccano corde che altrimenti rimarrebbero inviolate, provocandoci per altro l’ulcera. Ecco perché ci piacciono, ecco perché imperversano sulle nostre bacheche facebook.
Pensiamo di parlare di loro, ma parliamo di noi. Delle nostre parti fragili. Del nostro bisogno di cura. Della pulizia del nostro cuore sepolto dalla buona educazione e dal cinismo.
Io oggi posto la foto di Mario, gatto fedele e amico sincero che ha vissuto con me per quasi 18 anni. E’ andato via, nel paradiso del Whiskas 2 giorni fa.
A parte che non ha mai fatto l’amore (fatto del quale gli chiedo scusa), ha fatto una vita piena e degna di esser vissuta. Ha passeggiato sul tetto, fatto la lotta con un Persiano, spiegato il senso della vita ad un cucciolo di cane, dormito molto e su molti divani, ha rubato del salmone e dormito con molte ragazze, oltre me. Ma di questo non sono gelosa, come lui non lo era di me, del mio continuo andare e poi tornare e dei miei traslochi. A lui andavo bene così come sono. Che meraviglia.
Credo che le cose notevoli per cui vada ricordato siano 4:
- Ha costruito una casa dentro ogni appartamento in cui siamo stati. Mura, pavimenti e soffitti sono diventati sempre una tana per noi due, una cuccia a cui tornare e non un indirizzo a cui ricevere la posta.
- Ha recitato daimoku mattina e sera per 18 anni. Qualche volta ha anche guidato gonghio (che a stare in prima fila gli è sempre piaciuto). Ha frequentato diversi meeting buddisti, incoraggiando di volta in volta persone diverse e ha approfondito gli scritti di Nichen Daishonin.
- Ha amato molto, me in particolare, ma anche Ivan, Serena, Aurora, Marina. Tutto il suo amore non erano chiacchiere, ma lo si sentiva concreto vibrare nell’aria in forma di fusa.
- Mi ha ricordato che la vita ha un inizio ed una fine, che si sa lo sappiamo tutti, ma io continuamente me ne dimentico.
Ecco, oggi io posto la sua foto, per far star meglio il mio cuore un po’ ammaccato. Parlo del gatto, ma parlo in fondo di me.

Ciao amico Mario, grazie di tutto e torna presto.

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