Come sfuggire al Natale
Al Natale non si sfugge Quanti natali abbiamo già passato? Ognuno si conti i suoi, ma tanti. Ecco, a parte i primi che possono aver avuto la loro dose di magia (ognuno a seconda di quanto felice o infelice sia stata la sua infanzia) ecco dicevo, a parte i primi, quelli dell’età adulta sono spesso e volentieri uno strazio. Troppa famiglia tutta insieme, troppo cibo tutto insieme, troppe luci e auguri e corse e brindisi. E per quanto lo si cerchi di evitare, al Natale non si sfugge. Non c’è ateo, buddista, cinico, depresso, eremita che non ne sia toccato, fastidiosamente toccato. Personalmente per anni ho fatto una timida resistenza al Natale, atteggiamento che non ha fatto che aumentare il mio livello di insofferenza e delusione. Allora una soluzione c’è, ed è un invenzione tutta inglese: Basta nascondersi, mimetizzarsi con la coperta del divano ed attendere che passi! Al Natale ci si va incontro, sì, non lo si aspetta, ma proprio gli si va incontro con sonagli e orecchie da renna, lumini e barbe bianche. Gli Inglesi fan così. Famosi nel mondo per il loro aplomb, la loro misurata compostezza, a Natale impazziscono. Davvero, tutti, ma proprio tutti indossano improbabili maglioni fatti a mano dalla nonna o comprati al supermercato con enormi elfi sullo stomaco, babbi natali con nasi prominenti e luccicanti, renne svolazzanti, omini di neve, stelle e fiocchi. Non è qualcosa a cui qualcuno si voglia sottrarre qui. Li trovi nei pub, a gruppi, dopo il lavoro. Chiaccherano con le loro corna da renna, manager, impiegati, commesse. E’ festa, fa festa e loro ci vanno incontro con una buona dose di autoironia, un bicchiere di birra in mano e il loro sfavillante maglione colorato.
Certi problemi, se proprio non si può sfuggirgli, meglio prenderli di petto.